Tarantella all'inazione
Tarantella all'inazione
[ venerdì, 20 novembre 2009; 03:31 ]
Mi specchio in una pagina bianca.
Ticchetto parole di pensieri confusi. Evidenzio. Cancello.
Risparmiandomi il tedio di rileggere.
Corteggio una sigaretta spenta tra le labbra.
Un accendino bic attende impaziente il suo turno.
Due auricolari blu elettrico mi permettono d’ignorare un insofferente sbuffare.
E sono stanco di aspettare. L’inazione mi fa male.
Sono una scheggia impazzita. Un’anomalia. Un bug di sistema.
Preoccupazione per i miei buoni programmatori.
Non eseguo i comandi, seguo i miei istinti di sopravvivenza.
Li chiamo priorità, ideali, sogni, innamoramenti. Vigilo sulla mia identità.
Vado un po’ per i cazzi i miei, per dirla senza tanta poesia.
Ci sono nato con questa irrequietezza dentro.
Chissà che non mi ucciderà.
Sempre più spesso mi sei venuta a trovare,
mia bionda e muta fantasia dagl’occhi grigio topo.
Tracce oniriche che accompagnano i miei svogliati risvegli a cui cerco di dare un senso.
Il legaccio al polso uguale al tuo ma più uomo si è spezzato.
Più per usura che per magia.
Il principe maldestro senza regno né destriero sarà adesso sciolto dall’incantesimo?
«Un respiro profondo
è il solo modo per difendermi
dal rumore di fondo
che mi tormenta l'anima»
[M. Venuti]
scritto da NaifSuper
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Carbonio 14 [My twisted words]
Carbonio 14 [My twisted words]
[ mercoledì, 04 novembre 2009; 03:05 ]
Precariato affettivo, amore a termine, rapporti interinali, discontinui sentimenti per cuori cariati e anime ulcerose, emotività più instabili di un isotopo di carbonio.
Tutto ha un senso che io non so.
Per troppo tempo mi sono incaponito nel tentar di estorcere risposte a ragionevoli perché ricevendone desolante silenzio. Eppur non mi bastava. Testa dura. Neanche adesso riesco a farmelo bastare.
L’imperativo sarebbe: fottersene. E perdonate il francesismo. Devo poter e saper difendermi dagli altri e da me stesso. Ci provo. A volte ci riesco. Forse.
La verità è che non sempre riesco a fottermene.
Da una voce ormai lontana ho ascoltato ancora una volta versi che rendono liquida la vista. Ché "le più belle poesie si scrivono sopra le pietre coi ginocchi piagati e le menti aguzzate dal mistero."
Sto cercando parole ma sono stanco di parlare.
Ho una strana voglia di nicotina. Domani la soddisferò. Forse.
These are my twisted words
When I feel you still walking
I know I should not look down
But I’m so sick of just talking
[Radiohead]
scritto da NaifSuper
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Lost generation
Lost generation
[ domenica, 25 ottobre 2009; 03:31 ]
Quelli che non si identificano con nulla.
Quelli che non hanno maestri e modelli di riferimento.
Quelli che non si sentono a casa da nessuna parte.
Quelli costretti alla flessibilità ovvero alla più nera precarietà.
Quelli senza un lavoro vero e che la pensione mai sapranno cos’è.
Quelli che non possono pensare agli altri ché già è difficile badare a sé.
Quelli che hanno avuto tutto e non avranno niente.
Quelli i cui titoli di studio sono soltanto titoli.
Quelli che non si accontentano.
Quelli amici di tutti e di nessuno.
Quelli soli nel loro mondo.
Quelli senza una guerra né un sessantotto.
Quelli senza speranza né futuro.
Quelli senza arte né parte.
Quelli senza.
Quelli sono io.
Benvenuti nella lost generation...
che non è proprio il paese delle meraviglie.
«Ora mi alzo. Mi alzo. Ma non mi alzai. Fissavo il soffitto.
Ero paralizzato e sapevo che non era la stanchezza a trattenermi, ma l’esatto contrario. Quello che mi tratteneva era l’energia […] quel dono inestimabile […] che preferisce tu passi la vita a non fare nulla, piuttosto che a fare qualcosa di sbagliato, indegno dello splendore che t’è toccato in sorte.
Sei troppo stanco? Allora non fare altro. Rimani fermo.
Ogni azione diversa da quella che ti è stata assegnata è peccato mortale.»
[Il Murattore di Roberta Casasole]
scritto da NaifSuper
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L'uomo con la valigia
L'uomo con la valigia
[ lunedì, 12 ottobre 2009; 03:45 ]
Un po’ più vecchio, mi spulcio la testa in cerca di qualche capello bianco.
Sorrido. Mi prendo in giro. Mi faccio la boccacce.
Sembro ancora un ragazzino. E non solo nell’aspetto.
Hai la maturità di un quarantenne ma certe volte
ti comporti come un bambino di dieci anni;
e quando t’innamori lo fai sempre come fossi un adolescente.
Quest’ ultima cosa non è per nulla un rimprovero.
Un altro anno è già passato,
forse uno dei miei più intensi,
di sicuro quello che ha impresso nuove impronte e direzioni.
Un anno in viaggio, tra aerei treni traghetti pullman metro bus
alla ricerca e in compagnia di me stesso.
Un anno pieno d’incontri, volti e voci che porterò con me.
Un anno in cui ho fatto una scommessa e l'ho vinta.
In questa scalata alla conquista del mio posto nel mondo
capita pure di buttare un occhio indietro:
qualche vertigine, un briciolo di nostalgia.
Sono fatto di passato e se i ricordi mi dicono chi sono è solo perché sono stato.
Ed io non butto nulla, non rimpiango niente, non dimentico Nessuno.
Anche chi di me si è già dimenticato o, forse, preferisce così.
Anche laddove ho perso sbagliato fallito
ho pagato il conto saldato il debito scontato la pena
e sono felice se non altro di aver osato tentato provato.
E' pur sempre la vita. E questa è la mia. Va bene così.
Manca qualcosa, manca sempre qualcosa...
E di strada ancora ne ho tanta da fare.

Ho trascorso il giorno del mio compleanno in treno in viaggio verso casa.
Quale migliore immagine e auspicio per l’uomo con la valigia ?
Che poi a fine corsa non si riuscissero ad aprire le porte dei vagoni,
ecco, il significato di ciò, semplicemente lo ignoro.
scritto da NaifSuper
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Questo non è un paese per giovani
Questo non è un paese per giovani
[ mercoledì, 30 settembre 2009; 01:43 ]
I fascisti erano degli intellettuali al confronto di quelli di oggi.
Oggi siamo in un sistema neoautoritario di dittattura democratica,
una democratura,
dove quelli che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo
utilizzano il potere per difendere gli interessi di sé stessi
e della casta a cui appartengono.
Fatico per non vomitare alle notizie di giornali e tg.
Ogni giorno accarrezzo l'idea di fuggire via,
via da questa repubblica delle banane,
da questo triste posto dove la meritocrazia non conta un bel nulla.
Via da questo ipotrofico Paese malgovernato e malamministrato
da nani e lacchè, da mafiosi e ladri, affaristi e farabutti.
Stufo di sentire e vedere da una vita le stesse facce di culo
contendersi le poltrone e spartirsi il potere.
La libertà e la verità rischiano di diventare
solo parole prive di significato.
E il sangue di chi ha combattutto per la giustizia
è infangato ogni giorno dalla menzogna metodica e l'illegalità.
Iniziamo a radere al suolo il muro del nostro solipsismo.
Iniziamo a dare nuova forma e colore a questo Paese vecchio,
malato, asfittico e arterosclerotico
che puzza di rancido, piscio e naftalina.
Iniziamo a ri-prenderci il nostro presente e a costruire il nostro futuro.
Siamo coraggiosi di sogni comuni.
Chè insieme i sogni sono più grandi e possono farsi realtà.
Uniamoci in ordine sparso e disperdiamoci in disordine compatto.
(post in progress ?)
scritto da NaifSuper
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