« Un angelo,
maldestro viaggiatore,
Tentato dall'amore del difforme,
Entro la rete di un incubo enorme
Si va agitando come un nuotatore. »

Charles Baudelaire

me
Blogger: NaifSuper
Un mancino.
Un angelo maldestro.
Un timido cazzone.
L'uomo della storia accanto.
Sono io.

« Libertà e Necessità
Spirito e Materia
Intuizione e Fantasia
Fascinazione e Passionalità »



message in a bottle
« A Te che mi hai trovato
all’angolo coi pugni chiusi
con le mie spalle
contro il muro
pronto a difendermi.
Con gli occhi bassi
stavo in fila
con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
e mi hai portato con Te. »
Lorenzo Cherubini
« Frantumare le distanze.
Superare resistenze.
E riconoscersi per creare.
Camminare senza chiedersi perché.
Il tuo viso le mie mani
sono la stessa gioia immensa
È luce invisibile da succhiare.
Camminare senza chiedersi perché.
E fermarsi un istante
per considerare che
il respiro è un dettaglio
che ci rende uguali. »

Paolo Benvegnù

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[ giovedì, 15 maggio 2008; 23:45 ]

Tutto si scrive dopo che si è metabolizzato. Lo scrivere è una riparazione, è un tappar buchi, un rattoppare con il filo della memoria e l’ago della parola ciò che è rimasto sospeso e inespresso nelle trame del nostro vissuto. Lo scrivere è terapeutico. Ci riporta indietro proiettandoci in avanti. E’ un soffermarsi senza però fermarsi. Non bisogna però cadere nel tranello di “adesso aspetto l’ispirazione”. Bisogna lavorarci su. In tutte le cose c’è sacrificio.
La nostra parte umana soffre perché, in qualche modo, si rapporta sempre con la parte magica - quella immortale - che sa sognare, volare alto e avverte tutto il peso delle costrizioni; mal sopporta barriere e limiti. Mi interrogo su quali siano i veri problemi, le  vere ansie, le vere gioie, le cose veramente importanti.  Non so di preciso dove sto andando. Sono consapevole di essere in continua metamorfosi e spero sempre in alcune risposte, ma le risposte sono un vero miracolo e i miracoli avvengono molto di rado. Così aspetto che le cose siano pronte, mature, perché solo in quel momento si mostrano nella loro reale natura, soltanto allora possono essere [r]accolte. Chi non è insicuro non si mette mai in dubbio e non mettersi mai in dubbio è da perfetti idioti.
E pensavo che innamorarsi è anche un’occasione per sentirsi più sicuri, uno stimolo per volersi più bene. L’amore è energia in espansione, è una dilatazione del proprio io. Si ama volendosi bene. Nel momento in cui uno ama l’altro, vuole più bene a sé stesso. E amare sé stessi e amare l’altro fa godere doppiamente. (Che delizioso attacco di scemenza!)


scritto da NaifSuper
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[ domenica, 04 maggio 2008; 22:49 ]

Mi si fece notare, qualche tempo fa, come in questo blog parli molto delle mie emozioni ma poco di me. Risposi che probabilmente ciò è dovuto al fatto che io vivo di emozioni e non posso farne a meno. Perché la vita - la mia almeno - se privata anche solo della possibilità di un'emozione mi appare priva di senso, insipida e incolore. Non riesco a percepire l’umana esistenza come una mera successione di avvenimenti – importanti o meno che siano – se non per la capacità e la possibilità di riuscire a vivere la propria emozionalità e sensibilità, di saper suscitare e catturare emozioni e sentimenti e porli in giusta sinergia con la razionalità. E probabilmente è pure per questo che vorrei essere ricordato come un'emozione. Magari un brivido, non so.
Sta di fatto che io sono le mie emozioni, le mie emozioni sono me.


Detto ciò faccio una riflessione collaterale. Da quando questo blog ha mutato colore e umore sono nettamente diminuiti i commenti. Ora, per quanto possa farmi piacere leggere e confrontarmi con voialtri, che poi questo è uno dei motivi principali per cui si scrive in un blog pubblico e aperto a tutti, credo di essere immune da qualsiasi complesso o mania da blogstar. Quindi se ce ne sono bene, altrimenti pazienza. Continuerò a scrivere comunque e fin quando ne avrò voglia. Piuttosto mi domando: perché fanno tanto furore i post tristi (o i posti tristi, i tristi post o i postristi!)? Sembra che la felicità sia considerata meno affascinante del dolore, una cattiva sorellastra da guardare con sospetto se non una specie di tabù. Un sentimento da relegare nelle pieghe delle favole e dei sogni. Non capisco se sia più invidia, cinismo o paura. Siamo così attratti dal pianto e dalla sofferenza altrui. Siamo così bravi nel dimostrare comprensione e prodighi nel dispensare salomonici consigli.
Tutto questo ci assolve e ci consola?


scritto da NaifSuper
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[ venerdì, 25 aprile 2008; 23:15 ]

Deve un sogno svanire per trasformarsi in realtà
come seme che muore nel grembo della terra per dar frutto?

Deve una stella cadere per realizzare un desiderio
senza più brillare in cielo?

Deve un uomo morire a sé stesso per vivere in pienezza
e non subire le tirannie e gli inganni di un falso sé?

Deve un angelo rinunciare alla sua natura immortale
per sapere cos'è l'amore e non poterne più fare a meno?


All of my life
I've been waiting for something to love

scritto da NaifSuper
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[ venerdì, 18 aprile 2008; 00:25 ]

M'involai verso un pezzo di cielo squarciato dal sole
con il cuore e la mente roboanti
sospeso tra soffici nuvole a forma di Te.


« Sono venuto per incontrarti.
Non sai quanto sei bella.
Dovevo trovarti per dirti quanto ho bisogno di te.
[...]
Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile
E' così un peccato dividerci.
Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.
Nessuno ha mai detto che sarebbe stata così dura. »
[thanks to Coldplay]

scritto da NaifSuper
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[ giovedì, 10 aprile 2008; 12:27 ]

« è così
stai con me
la Tua voce così bella...
»

...Oggi c'è un'Altra. E' intelligente e bellissima - e come altrimenti! -
e un po' provata dalla vita.
Io ne sono innamorato. E Lei di me...

« Amo Te
e quel sapore che
sa di acqua di mare
...

sai perché quando dormo con Te
quasi quasi trattengo il respiro
mentre ridi e dici
ma Tu sei qui per me. »
[Irene Grandi]

scritto da NaifSuper
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[ sabato, 29 marzo 2008; 03:01 ]

Il tempo sbiadisce i ricordi. E dimentico ciò che la rende ancora viva e dolente in me.
Dimentico ciò che io stesso ero con Lei. La sofferenza che rimane sembra essere l'ultimo latente legame ancora a resistere.
Ma quando pure il tempo avrà fatto il suo corso, allora l'avrò perduta per sempre.
E con Lei un po' di me.
Un giorno ci sarà un'Altra. Sarà intelligente e bellissima - e come altrimenti! -
e un po' provata dalla vita.
Io me ne innamorerò. E lei di me. E ci ameremo. E non vorrò sentirmi in colpa
della mia/nostra felicità.
Un giorno sarai solo una nota a piè di pagina della storia della mia vita,
perché Tu hai voluto fosse così.
E per quanto male faccia il solo pensiero, stando ormai così le cose, non riesco a vedere altre plausibili conclusioni a questa storia ormai finita e che non sa più di Noi.


« Si io lo so
tutta la vita sempre solo non sarò
Ed un giorno troverò
Un po' d'amore anche per me
Per me che sono una nullità
Nell'immensità »

[Negramaro]

scritto da NaifSuper
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[ martedì, 18 marzo 2008; 14:15 ]

Mi ritrovai nel rosso di una passione
preso dall'ebbrezza di volare con l'animo acceso
da una certa ragione
non era illusione ma pura realtà

Ho riposato sull'azzurro di una nuova conquista
una terra mai vista pago di aver preso dal mondo
quel Bene sperato il frutto più dolce
una certezza o chissà
un biondo lampo che a volte ti prende
e poi tutto ti da

Voglio continuare a sognare
questo sogno divenuto realtà
senza più paure viverlo ancora
sentire che mai e poi mai finirà


Non svegliarmi ancora un momento
perché quello che ho visto
è tutto vero è tutto vero

Tu lascia che cresca con calma il seme del mio desiderio
voglio conoscere la parte più vera di Me e di Te.


[liberamente tratta da Sto per fare un sogno di Mario Venuti]


scritto da NaifSuper
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[ venerdì, 29 febbraio 2008; 23:55 ]

NAIFSUPER: Ehi dottor House! Hai un minuto?
HOUSE: Mi hai visto in televisione?
NAIFSUPER: Si anche se non voglio un autografo ma un tuo parere.
HOUSE: Che premio vinco se faccio finta di essere interessato a quello che stai dicendo?
NAIFSUPER: Nessuno. A parte aver assolto al tuo dovere di medico.
HOUSE: Sono diventato medico per curare le malattie, non i malati.
NAIFSUPER: Perché io sarei malato?
HOUSE: Si per... Ehi! La tua è una domanda tranello, eh?
NAIFSUPER: Dai House, posso essere molto più cinico di te. Anche se non zoppico.
HOUSE: Spiritoso! L'avete capita la battuta? ...Mi dai il Vicodin?
NAIFSUPER: Non sono diventato medico quindi non curo le malattie. Né i medici malati.
HOUSE: Perché no? Io sono dipendente dal Vicodin, sono un drogato, ricordi?
NAIFSUPER: Un medico drogato è il colmo. Paura di gestire il tuo di dolore?
HOUSE: Non ho il problema del controllo del dolore... è proprio il dolore il mio problema! Ma chi lo sa... magari mi sbaglio. Forse sono troppo impasticcato.
NAIFSUPER: Non volevo parlarti di dolore fisico, ma del mal di vivere.
HOUSE: Scegli lo specialista ed avrai scelto la malattia.
NAIFSUPER: House! Seriamente... a te non è mai capitato di sentirti un pesce fuor d'acqua, un alieno sulla terra?
HOUSE: A volte le cose non sono affatto come sembrano.
NAIFSUPER: Può darsi. E proprio per questo non ti senti un diverso, una bestia rara?
HOUSE: Noi siamo grandi, siamo i migliori. Quello che ci manca è tutto il resto.
NAIFSUPER: E cos'è quel tutto il resto che ci manca? E perché ci manca? Sai dirmelo?
HOUSE: Perché sempre io? ...House servizio lamentele, chi parla?
NAIFSUPER: Sempre io! Dai, adesso non venirmi a dire che, ad esempio, non hai mai sofferto per amore.
HOUSE: Sono già uscito con una donna. Era una visita medica, le ho ascoltato il cuore. Faceva [con ritmo cardiaco] "Greg House... Greg House... Greg House..."
NAIFSUPER: Che scena idilliaca. Ma ti sei mai innamorato
veramente?
HOUSE: È quella cosa che ti gonfia i pantaloni?
NAIFSUPER: Anche! Ma è di amore che parlo. Quello con la A maiuscola.
HOUSE: Ecco questa è una di quelle classiche affermazioni che vogliono solo fare colpo.
NAIFSUPER: E certo, perché il mitico Greg House è riuscito a ridurre l'amore ad epifenomeno della vita umana. Dovrebbero assegnarti il Nobel per la pace... dei sensi!
HOUSE: Siii, sono sempre il primo. Sono proprio un gran fico.
[Silenzio]
Sai che le persone non possono vivere senza amore? Beh, l'ossigeno è ancora più importante.
NAIFSUPER: Nella vita ci sono cose importanti e altre meno. Decidiamo noi la scala di valori e il grado d'importanza. E non ci si può sempre accontentare solo perché è più facile. Soprattutto per le cose importanti è necessario dovere, potere e sapere scegliere. E rischiare.
HOUSE: Il dolore ci porta a fare scelte sbagliate, la paura del dolore è ancora peggio.
Le persone scelgono le vie più facili per avere il massimo con il minimo sforzo.
NAIFSUPER: Ma ottengono sempre il massimo? Sono veramente felici e immuni dal dolore, se poi mentono persino a se stessi?
HOUSE: Nella condizione umana c'è una sola verità, che tutti gli uomini mentono.
NAIFSUPER: Bhé tu sei cinicamente triste, per cui non dovresti mentire. O no?
HOUSE: Io non sono triste, sono complicato. Le ragazze lo adorano... un giorno capirai...
NAIFSUPER: Di certo non sei immune dal dolore.
HOUSE: Cosa!? Quand'è che hai fatto questa scoperta?
NAIFSUPER: E' che io... volevo chiederti: secondo te esisterà mai una cura per il mal di vita, un rimedio naturale per essere felici? E non te ne uscire con l'omeopatia!
[Silenzio]
HOUSE: No, sto cercando di indovinare. È un nuovo gioco. Se mi sbaglio, vinci un orsacchiotto.
NAIFSUPER: Su House: "Un esorcismo, un tocco di voodoo. Un modo per allontanare il baratro. Senza ansiolitici, senza lo xanax" come cantano i Baustelle!
HOUSE: Un motivo in più per cui questa conversazione è senza senso.
[Silenzio]
HOUSE: Interessante, ma è no!
NAIFSUPER: Ok. Grazie per essere sempre così... cinicamente schietto e sbrigativo. Mi vorrai scusare se non faccio salti e capriole di gioia.
HOUSE: Gli idioti sono divertenti. Non mi sorprende che ogni villaggio ne voglia uno.
NAIFSUPER: Stronzo!
HOUSE: Che storia affascinante... ha mai pensato di adattarla per il teatro?
NAIFSUPER: Si si! Pensavo di farti entrare in coma all'inizio del primo atto.
HOUSE: Ok. Fermiamo la discussione per la diagnosi e discutiamo questo... post.
Tu vai pure a letto.
NAIFSUPER: Allora gestiscilo tu il blog. Avrai cura di leggere e rispondere ai commenti?
HOUSE: No, so solo contare da uno a dieci, dare il buongiorno, chiedere come stai...
NAIFSUPER: Adesso si che dormirò sonni tranquilli...
HOUSE: Sono l'unico dottore a lavorare qui contro la propria volontà. Ma non vi preoccupate. Questo lavoro sarebbe in grado di farlo anche una scimmia con una scatola di aspirine.
NAIFSUPER: Ecco, allora se fai il bravo può darsi che ti diano pure le noccioline!


Dr. House © Universal PicturesDr. House salvaci tu!

scritto da NaifSuper
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[ martedì, 19 febbraio 2008; 18:31 ]

Le parole feriscono come pietre.
I silenzi uccidono più di mille parole.
Le parole si possono equivocare.
I silenzi sono causa d'incomprensione.
Le parole sono soltanto suoni.
I silenzi altro non sono che silenzio.
Le parole non possono esprimere tutto.
I silenzi non riescono a dire tutto.
Le parole fanno troppo rumore.
I silenzi fanno molto silenzio.
Le parole confondono, dissimulano, sfiancano.
I silenzi, pure.
Le parole mascherano ipocrisia e pronunciano menzogne.
I silenzi sottintendono indifferenza e nascondono bugie.
Di parole inutili ne è fin troppo pieno il mondo.
I silenzi sopraggiungono quando non si ha più nulla da dirsi.

and then there was silence by ~solsikke on deviantART
Ci sono parole che generano silenzi.
Ci sono silenzi che creano parole.

scritto da NaifSuper
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[ martedì, 05 febbraio 2008; 03:13 ]

Dietro la porta di casa mia
ci sono stanze abitate dentro mura colorate
odore di panni freschi, pasta al forno, cannella e caffè
libri che non so più dove sistemare e musica d’ascoltare
ci sono fotografie, quaderni e giochi di bambino
e voci e volti di chi è lontano o non c’è più
ricordi, ombrelli e chiavi da scordare.
Dietro la porta di casa mia

c'è un letto in cui riposare al sicuro dalle intemperie della vita

un tetto su cui stendersi a guardar le stelle
e una piccola fessura per spiare il mondo.
Ma la porta di casa mia è pure la soglia da varcare per un Altrove
dal quale poter fare anche ritorno.
C’è sempre qualcuno che mi sta ad aspettare.

door_to_the_past_by_ackeibler951 on deviantART

«Dietro la porta di casa mia
ho pensieri importanti parcheggiati in un angolo aspettano me
c'è la polvere dei mie ritorni della mia strada
c'è l'ombra della mia anima sempre attenta ovunque vada
c'è un tempo preciso un momento anche per te.»
[D. Fossati - C. De André]

questo post nasce dietro invito di dragonflylife

scritto da NaifSuper
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[ sabato, 19 gennaio 2008; 01:46 ]

"Sono sicuro che è una questione di entusiasmo. Che manca.
Devo trovarlo. Riprendermelo.
C'è, la fuori.
Presumo che parlarne sia inutile.

E' un po' zen.
Per quanto ci possa provare, non ci riuscirò mai.
Solo quando smetterò di provarci ci riuscirò.
Maledetti buddisti. Credono di essere così dannatamente furbi."

[Erlend Loe]

zen by ~stardustvee on deviantART

scritto da NaifSuper
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[ martedì, 08 gennaio 2008; 00:45 ]

Un cappio al collo
un'esplosione d'ansia
il cuore pressante
il respiro pesante
angoscia opprimente
paura paralizzante...

...in perenne e costante attesa di
pace liberatoria e luce vera.


«che male fa
un male dell'anima
quest'animale»

scritto da NaifSuper
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[ lunedì, 31 dicembre 2007; 17:49 ]

Tentavo di scrivere un post. L'ultimo dell'anno. Ma parole ricordi e pensieri si accalcano nella mente creando un ingorgo nell’emisfero sinistro del cervello come una folla isterica davanti alle entrate dei negozi a inizio saldi o alle uscite di emergenza quando scatta l'allarme antincendio, cosicché non si entra né si può uscire.
L'anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va (scriveva allora il buon Lucio al caro amico per distrarsi un po').
La fine dell'anno è destinata ai bilanci. Anche se io tendo piuttosto a farlo quotidianamente il mio piccolo esame di coscienza, pure perché non essendo portato per la matematica e l'economia finirei col compiere disastri finanziari dell'anima.
Detto questo ci si aspetta sempre qualcosa nell'anno che verrà, quella trasformazione che tutti quanti stiamo già aspettando. Se poi l'anno che verrà è pure bisestile, allora lo pretendiamo quel giorno in più di felicità.
E' stato un anno di crescita, a tratti dolorosa, e di nuova coscienza di sé. Di mete raggiunte e di sconfitte, di sorrisi e di pianti, di incontri e di addio, di sogni sognati vissuti infranti caduti. E mi accorgo di come le cose stan cambiando mentre ci cambiano noi che stiamo ballando l'ultimo valzer che suonano.
Perché il viaggio della vita prosegue, dobbiamo andare avanti, cercare spazi nuovi fuori dal bianco e nero di ogni giorno, colorarlo questo mondo con la passione e il coraggio. Dare fuoco al mare e far impallidire il cielo. E portare il nostro amore per cento e mille strade. Perché non c’è mai fine al viaggio anche se un sogno cade... Perché la vita è adesso. E' adesso.

 

Il mio grazie per tutto ciò che mi è stato dato. Il mio grazie a Lei. A voi. A chi ha aggiunto e a chi aggiungerà una nota - anche una soltanto - alla partitura della mia vita. Il mio grazie per quel giorno in più che mi sarà dato.
Io sono ancora in viaggio. Non sono ancora giunto.

scritto da NaifSuper
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[ martedì, 18 dicembre 2007; 19:58 ]

Tante volte la paura del domani e il fardello del passato trasformano la musica dell'oggi in un confuso e fastidioso rumore.
Sogni, desideri e speranze giacciono in fondo a un cassetto e battono pesanti colpi perché esso sia presto aperto, o anche scassinato, e non cadere nell’oblio. Disegniamo progetti in bianco e nero nei block-notes della memoria. Appuntiamo date e indirizzi su moleskine di pelle viva. Muscoli e nervi tesi ad afferrare qualcosa d’indefinito e aeriforme che ancora non è: il futuro.
Ma alla fine, che cosa sappiamo veramente del domani? Se non che è nei calendari e nelle agende,
nelle bollette e rate da pagare o nei barattoli dello yogurt da consumare preferibilmente entro il (vedi data indicata sul coperchio). Ma siamo sicuri che anche domani sorgerà il sole, solo perché da milioni di anni così è sempre stato? E se domani non fosse domani? E se un dorato sole non risplendesse più sulle nostre teste? Facciamo già tanta fatica a capire e accettare il passato, a decifrare e gestire il presente, e allora come possiamo prevedere e pianificare il futuro?
Perché non si tratta di scegliere tra l’uovo oggi o la gallina domani. Se nella storia del mondo l’uomo si fosse accontentato dell'uovo oggi sarebbe rimasto nelle caverne a succhiare uova; le uova poi sarebbero finite e con esse anche la gallina domani che le deponeva. Sarebbe un grosso errore arretrare dinanzi alle colonne d’Ercole.
Ma tante volte la paura del domani e il fardello del passato trasformano la musica dell'oggi in un fracasso di pentole e arnesi. Allora sarebbe meglio poter vivere dell’oggi come fosse un unico e ultimo concerto, senza perdere nemmeno una singola nota. E partecipare di questa sinfonia dell’umanità, a questa orchestra che, finché ci sarà musica, suona la [dis]avventura del presente vivere.

«Sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro»
[C.B.]

Vado a preparami uno zabaglione. Se proprio non mi riesce avrò pur sempre ottenuto una splendida frittata!


scritto da NaifSuper
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[ sabato, 08 dicembre 2007; 19:25 ]

Come una vocale può cambiare il senso di una frase:
    - Pene d'amor perduto
    - Pene d'amor perdute
Se la prima espressione indica infatti la perdita dell'amore con la conseguente sofferenza che ne deriva, al contrario la seconda evidenzia la fine, la perdita, di quelle pene perché magari l'amore è stato finalmente ri-trovato.
Ecco allora che una vocale cambia il senso.
Una vocale cambia persino la vita.


Vero è che in un gioco di interpretazioni un po' più ardito qualche maliziosetto/a potrebbe pure mal pensare in merito a quello che potrebbe essere stato invero "l'oggetto" perduto!

scritto da NaifSuper
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